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L’erpice a catena è uno dei pochi attrezzi agricoli a non essere cambiato in oltre 100 anni. Il suo scopo principale, oggi come allora, è di liberare prati e campi da erba morta e muschio e livellare i mucchi di talpa e concime residuo. Possono anche essere utilizzati su terreni arabili per ricoprire le tracce lasciate dopo semina e diserbatura.

L’erba buona non cresce spontaneamente dal terreno, ha bisogno di cure e incoraggiamento con un'adeguata gestione del pascolo.

Parte di questo, e probabilmente la parte più importante, è l’eliminazione di tutti i rifiuti accumulatisi durante i mesi autunnali ed invernali. Il periodo di tempo di maggior uso è la primavera. Il compito dell’erpice consiste nel trascinare tutto il muschio e la paglia sparsi sulla superficie, permettendo così alla luce e all’aria di raggiungere il suolo. Aprendo la superficie dell’erba è anche possibile arrestare la diffusione del muschio che, se lasciato agire, può addirittura prendere il posto dell’erba e ridurre così i raccolti e la loro qualità durante l’insilatura. Inoltre, l’azione dei denti che raschiano la superficie del suolo consente alla luce e all’umidità di raggiungere la struttura della radice dell’erba, cosa che a sua volta ne incoraggia la ricrescita. Un’altra funzione dell’erpice è di distribuire e dissodare il concime residuo lasciato sul terreno, che verrà trascinato e spezzettato più facilmente con la pioggia, nutrendo la crescita di nuova erba. Questa operazione, che precede l’applicazione di fertilizzanti, assicura che il fertilizzante granulato raggiunga effettivamente la struttura della pianta e non si fermi in superificie.

Parmiter offre una gamma di erpici per applicazioni erbose e arabili, dove la differenza tra le due consiste nella lunghezza dei denti. Per arare sono necessari denti più lunghi, affinché si crei un suolo soffice, mentre, a seconda del lavoro richiesto, l’erba necessita di denti più corti.

Fattori principali per l’esercizio di erpici a catena

1. La cosa più importante da ricordare quando si utilizza qualsiasi erpice a catena è che la massima velocità di esercizio non deve superare un massimo di 31/2 - 4 miglia orarie. Può sembrare lento, ma se si considera che l’erpice è stato originariamente progettato per essere trainato da un cavallo, quella è la velocità media di lavoro di un cavallo. Il cavallo può anche essere cambiato, ma il prodotto di base è sempre lo stesso e tutta la progettazione e i metodi di lavoro sono basati su questa velocità. Se si va più veloci, si possono anche ottenere belle strisce verdi, ma si rovina il terreno, in quanto l'erpice non farà altro che rimbalzare sulla superficie senza funzionare a dovere.

2. Una volta applicata la corretta velocità, è importante assicurarsi che gli erpici vengano tirati nella giusta direzione. Anche se questo può sembrare ovvio, non lo è, in quanto, se si guarda il disegno dell’erpice, questo deve venire tirato dal grande castello d’attacco a ‘V’ sulla parte anteriore, ovvero direttamente dietro la barra di traino o il telaio portato. A chi non ha familiarità con gli erpici può sembrare che i denti si apriranno, ma gli erpici sono fatti di acciaio duro di qualità e lo scattare chiuso dei denti ne aiuta il funzionamento (detto a parte, questo è il motivo per cui sono molto difficili da riparare; la saldatura non tiene uniti gli anelli molto bene, che sono da sostituire e piegare in posizione usando calore). L’effetto consiste nel fare pressione sull’anello successivo, che a sua volta forza la prossima fila di denti in esercizio e così via. Se si tira dal piccolo castello d’attacco a ‘V’, i denti sembra rimarranno chiusi. Questo comunque risulterà nello spingere l'anello successivo e forzerà la prossima fila di denti fuori esercizio e così via. Se si prova con un set di erpici trainati, questi cercheranno di tornare indietro verso il trattore e salteranno su e giù in esercizio.

3. Ora che la velocità e la direzione sono corrette, bisogna spiegare il motivo per cui gli erpici vengono tirati ad un angolo di 5 gradi. Ciò si ottiene sui timoni avendo le catene che collegano il timone al trattore di diverse lunghezze sui telai portati. Uno dei pin di collegamento inferiori è posizionato più in avanti dell’altro. Gli erpici sono tirati a quest’angolo per assicurare che tutti i denti stiano lavorando sul terreno invece di correre uno dietro l'altro.

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